Contratti tra imprese: come prevenire errori che costano caro
Nei rapporti commerciali la chiarezza contrattuale è la prima tutela. Gli errori nella redazione di un contratto tra imprese possono avere costi elevati e conseguenze durature.

I contratti sono il cuore dei rapporti tra imprese. Regolano forniture, collaborazioni, distribuzioni, servizi e ogni forma di relazione commerciale.
Eppure, in molte realtà aziendali, la contrattualistica viene ancora affrontata con leggerezza o affidata a modelli standard, spesso copiati da precedenti rapporti o scaricati da internet.
Un contratto scritto in modo impreciso o incompleto può trasformarsi da strumento di tutela a fonte di rischio, dando origine a controversie costose e difficili da gestire. Comprendere come prevenirle è oggi una necessità, non solo per le grandi imprese ma anche per le piccole e medie realtà del territorio.
Perché la chiarezza contrattuale è fondamentale
Ogni contratto nasce da un accordo di volontà, ma deve tradursi in un testo che rifletta con precisione ciò che le parti realmente intendono fare.
Una formulazione ambigua o generica può generare interpretazioni discordanti e compromettere la stabilità del rapporto.
Errori apparentemente marginali — una clausola inserita in modo impreciso, un termine non definito, una condizione sospensiva non chiarita — diventano spesso l’origine di dispute che sfociano in cause lunghe e onerose.
Un linguaggio chiaro, coerente e adattato alla specifica operazione commerciale è sempre il primo strumento di prevenzione.
Gli errori più frequenti nei contratti tra imprese
L’esperienza professionale mostra come alcuni errori si ripetano con sorprendente regolarità. Tra i più comuni:
• uso di modelli generici non adattati alla realtà aziendale o al tipo di rapporto commerciale;
• clausole incomplete o contraddittorie, con riferimenti incerti a durata, prezzo o termini di pagamento;
• mancanza di indicazioni sulle penali e sugli inadempimenti;
• silenzio sulle modalità di recesso;
• scarsa attenzione alla riservatezza e al know-how aziendale;
• ambiguità nella giurisdizione o nel foro competente.
Questi errori non sono solo formali: si traducono in perdite economiche e in rapporti commerciali compromessi.
La fase precontrattuale: il momento più delicato
Molti contenziosi nascono prima ancora che il contratto venga firmato.
Durante la fase delle trattative, le parti si scambiano proposte, bozze e intenzioni che, se mal gestite, possono creare responsabilità.
Anche una promessa non mantenuta, un accordo preliminare frainteso o una modifica verbale possono generare conflitti.
Per questo motivo è essenziale documentare ogni passaggio con chiarezza, evitando accordi orali e conservando le comunicazioni rilevanti.
La correttezza e la buona fede in questa fase rappresentano un presupposto fondamentale per la validità e la stabilità del contratto definitivo.
La definizione degli obblighi reciproci
Un contratto efficace è quello che prevede tutto ciò che può ragionevolmente accadere.
La precisione nella definizione degli obblighi di ciascuna parte è una forma di prevenzione: stabilire esattamente cosa deve essere fornito o eseguito, indicare tempi, modalità e luoghi di adempimento, prevedere le conseguenze di eventuali ritardi o difformità.
La chiarezza non è mai eccessiva in ambito contrattuale. Un contratto ben scritto deve poter essere compreso anche da chi non ha partecipato alla sua redazione, senza lasciare spazio a interpretazioni divergenti.
Le clausole di garanzia e le penali
Le clausole di garanzia e le penali hanno una funzione preventiva e disciplinano il comportamento delle parti in caso di inadempimento. Devono essere proporzionate e calibrate sulla gravità delle conseguenze.
Una penale eccessiva può essere ridotta, ma una penale troppo bassa può risultare inefficace.
È utile specificare anche i casi in cui la penale non si applica, ad esempio per cause di forza maggiore o per eventi imprevedibili, così da evitare future contestazioni.
La durata e il recesso: evitare rigidità
Nei rapporti di lunga durata, una clausola di recesso ben scritta rappresenta una tutela per entrambe le parti.
L’assenza di indicazioni precise sulla durata del contratto o sulle modalità di cessazione può bloccare l’attività e generare costi aggiuntivi.
È consigliabile indicare con chiarezza la durata e la data di scadenza, prevedere la possibilità di rinnovo o proroga con modalità espresse, e definire i termini e le forme di preavviso in caso di recesso.
Un contratto flessibile ma strutturato consente di adattarsi ai mutamenti del mercato senza rinunciare alla sicurezza giuridica.
La gestione delle controversie
Quando sorge una controversia, la prima domanda è: quale giudice è competente?
Molti contratti non lo specificano, con il risultato che una causa può finire in sedi lontane o in contesti giurisdizionali sfavorevoli.
Inserire una clausola chiara sul foro competente o sull’arbitrato evita tempi e costi eccessivi.
Nei rapporti internazionali, è opportuno stabilire anche la legge applicabile, poiché differenze normative possono incidere in modo significativo sull’esito delle controversie.
La revisione periodica dei contratti
Il mercato cambia, le imprese evolvono e ciò che era equilibrato ieri può non esserlo più oggi.
Per questo, i contratti andrebbero periodicamente rivisti, soprattutto quelli di lunga durata o di rilevanza strategica.
Una revisione legale consente di aggiornare clausole ormai obsolete, inserire garanzie più efficaci e adeguare il linguaggio a nuove normative o prassi di settore.
Prevenire resta sempre più conveniente che difendere.
Domande frequenti (FAQ)
È sufficiente un contratto scritto tra imprese per essere al riparo da problemi?
Non sempre. Anche un contratto scritto può essere fonte di controversie se formulato in modo ambiguo o se manca di clausole essenziali.
I contratti standard trovati online sono affidabili?
Solo in apparenza. Ogni rapporto commerciale ha caratteristiche proprie che richiedono una personalizzazione delle clausole.
Cosa succede se una parte non rispetta i termini di consegna o pagamento?
L’altra parte può richiedere l’esecuzione forzata, la risoluzione del contratto o il risarcimento del danno, a seconda della gravità dell’inadempimento.
È utile prevedere una clausola di mediazione o arbitrato?
Sì, soprattutto per ridurre tempi e costi del contenzioso, purché sia chiara e condivisa da entrambe le parti.
Ogni contratto d’impresa deve essere redatto da un avvocato?
Non è obbligatorio, ma l’assistenza di un professionista esperto riduce in modo significativo i rischi e assicura coerenza giuridica al testo.
Conclusione
Un contratto ben redatto non serve solo a difendersi, ma a lavorare meglio.
Prevedere con precisione diritti, obblighi e procedure significa costruire rapporti solidi, trasparenti e duraturi.
Nel mondo delle imprese, la cura dei contratti è una forma di gestione del rischio: evita contenziosi, preserva relazioni e tutela l’equilibrio economico delle parti.
La differenza tra un contratto chiaro e uno ambiguo non è solo formale: è spesso la differenza tra un rapporto di successo e una causa da evitare.
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