
Condizione sospensiva nei contratti d’impresa: effetti, buona fede e mancato avveramento
Nei contratti d’impresa è frequente subordinare l’efficacia di un accordo a un evento futuro e incerto: ottenimento di un finanziamento, autorizzazione, due diligence, consenso di un terzo o altro presupposto essenziale. In questi casi può essere utilizzata una condizione sospensiva.
La clausola non dovrebbe limitarsi a nominare l’evento. Per evitare controversie deve chiarire che cosa resta sospeso, entro quale termine la condizione deve verificarsi, chi deve attivarsi e quali conseguenze produce il mancato avveramento.
Che cos’è la condizione sospensiva
L’articolo 1353 del codice civile consente alle parti di subordinare l’efficacia o la risoluzione del contratto a un avvenimento futuro e incerto. Nella condizione sospensiva gli effetti previsti restano subordinati al verificarsi dell’evento.
L’evento deve essere formulato in modo sufficientemente determinato, perché da esso dipende la sorte del rapporto.
Esempi nei rapporti d’impresa
Possono costituire condizioni sospensive l’ottenimento di un finanziamento, un’autorizzazione amministrativa, l’esito positivo di una verifica, il rilascio di una garanzia o l’approvazione da parte di un organo competente.
La clausola dovrebbe specificare quando l’evento si considera verificato e quale documentazione lo dimostra.
Comportamento delle parti durante l’attesa
L’articolo 1358 impone, nella fase di pendenza, un comportamento secondo buona fede volto a conservare integre le ragioni dell’altra parte.
Una parte non può quindi utilizzare la fase di attesa per compromettere deliberatamente l’operazione o rendere impossibile il verificarsi della condizione quando ciò contrasti con gli obblighi assunti.
Condizione impedita da una parte
L’articolo 1359 prevede che la condizione si consideri avverata quando sia mancata per causa imputabile alla parte che aveva interesse contrario al suo avveramento.
Questa regola rende particolarmente importante documentare attività, richieste, risposte e comportamenti delle parti durante il periodo di pendenza.
Termine entro cui la condizione deve verificarsi
Nei contratti commerciali è utile fissare un termine finale. Senza una disciplina chiara, il rapporto può restare in una situazione di incertezza difficile da gestire operativamente.
La clausola dovrebbe stabilire anche se il termine possa essere prorogato e con quale forma.
Spese e attività svolte nel frattempo
Le parti possono sostenere costi, effettuare verifiche o predisporre attività prima dell’avveramento. È opportuno stabilire chi sopporta tali costi se la condizione non si verifica.
Questo aspetto è particolarmente rilevante nelle operazioni societarie, immobiliari e nei progetti che richiedono attività preparatorie significative.
Come scrivere la clausola
Una clausola efficace dovrebbe identificare evento, soggetto tenuto ad attivarsi, prova dell’avveramento, termine, eventuali proroghe e conseguenze del mancato verificarsi.
Formule generiche come «salvo approvazione» o «subordinato a finanziamento» senza ulteriori elementi possono lasciare aperte molte questioni interpretative.
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